Grazie Franca Sozzani!

SozzaniPh credits: TheSartorialist

E’ morta Franca Sozzani, e il sangue mi ribolle.
Sto provando una sensazione di dispiacere e amarezza enorme, perché per quanto negli ultimi anni non condividessi più i contenuti del sito e alcune dinamiche che si erano create sul suo blog, io al direttore Franca Sozzani devo molto (non voleva essere chiamata direttrice, perché grammaticalmente scorretto).

Ho scritto per Vogue.it solo ed esclusivamente grazie a lei. Lei che, contro il parere delle redattrici delle versioni estere del magazine, ha aperto il sito e la rivista cartacea ai suoi lettori, coinvolgendoci in molti progetti editoriali, primo tra tutti la Vogue Encyclo: l’ambizioso canale dedicato alla realizzazione di un’enciclopedia della moda.

La stesura di quei testi richiedeva una dedizione assoluta con settimane di studio per verificare le fonti, leggere le biografie, riscontrare tutte le date. Di certo non si trattava di copiare Wikipedia. Se non consegnavi in tempo il pezzo eri fuori dal progetto, e qualora il testo non avesse rispettato gli standard di Vogue, non lo avresti mai visto pubblicato. Ecco perché ogni qualvolta il mio nome appariva sulla home page del sito, io ero l’uomo più felice della terra!

Suona stupido? Forse, ma non per me.

La Vogue Encyclo è stata una palestra che mi ha insegnato a credere fortemente in me stesso, impegnandomi a dare il meglio per essere pubblicato sul magazine.

Io a Franca Sozzani devo molto, Sì; così come devo molto a me stesso.
Nel 2010 ho aperto questo blog di critica e cultura della moda che mi ha dato molte soddisfazioni tra cui la docenza in un istituto universitario americano. Ma voglio precisare che parte di quelle soddisfazioni sono derivate dal grande orgoglio provato ogni volta che i miei pezzi venivano pubblicati su Vogue. Come spesso scriveva la Sozzani nei suoi post, la Vogue Encyclo era l’unico modo che avesse per aiutarci ad ottenere credibilità, esortandoci a “usare” la rivista per crescere e costruirci un cv professionale di tutto rispetto.

Riconosco che quel nome/brand importante sul curriculum era (e tuttora è) scomodo perché il mercato del lavoro italiano predilige giovani stupidi e senza aspirazioni, ma volete mettere la soddisfazione di poterlo sbattere in faccia ai frustrati che nella vita non hanno sogni?

Scrivere per Vogue è stata la realizzazione di un sogno e non voglio nasconderlo cancellando quella voce dalle mie esperienze. Poco importa se ai colloqui mi viene detto sistematicamente: “lei è troppo qualificato per noi; noi abbiamo bisogno di persone che non pensino e facciano solo ciò che richiediamo”; “la sua professionalità sarebbe sprecata e pensiamo che accettare il ruolo che le daremmo sarebbe mortificante per lei”.

Forse un altro insegnamento di Franca Sozzani è stato questo: i sogni si realizzano con impegno e dedizione, e una volta raggiunti si guarda oltre, ponendosi altri traguardi, aspirando sempre più in alto. Anche perché si è sempre in tempo a scendere!
Non ha senso prendersela se non si viene assunti in grandi realtà fino ad allora ritenute il massimo delle tue aspirazioni; se queste non ti vogliono, è meglio puntare altrove, in luoghi dove sappiano veramente coltivare il tuo talento e valorizzare la tua professionalità.

Nonostante non possa definirmi suo amico, né conoscente, ma semplicemente un ragazzo che l’ha incrociata spesso e con cui ha scambiato spunti e riflessioni sia online che dal vivo, a Franca Sozzani devo molto, anche solo la capacità di essere orgoglioso di me stesso ogni volta che mi guardo allo specchio! 

E scusate se è poco.

Grazie direttore!

Alessandro Masetti – The Fashion Commentator

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